Castello del Postino

Il Palazzo Ideale di Ferdinand Cheval, la realizzazione di un sogno

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Il Castello del postino è un’opera stravagante e inaspettata che si trova in un piccolo villaggio nel dipartimento della Drôme.

Definito “Palais imaginaire seul au monde” dal suo inventore, ha poi preso il nome definitivo di Palazzo ideale grazie a un testo del poeta Émile Roux Parassac.

Il Castello del postino è la costruzione di un sogno, quello di Ferdinand Cheval, postino di Hauterives.

Ferdinand Cheval, figlio di contadini, era un uomo ordinario. Dopo aver lavorato come panettiere e operaio agricolo, fu assunto alle poste, dove rimase fino alla pensione.

Per tutto il corso della sua vita, Ferdinand non lasciò mai il villaggio nativo. La sua quotidianità scorreva a un ritmo regolare e monotono: Ferdinand si svegliava ogni giorno alla stessa ora, percorreva all’incirca trenta chilometri per servire il comune di Tersanne e poi tornava a casa. Così per dieci lunghi anni.

Il 19 aprile 1879, però, successe qualcosa che cambiò il corso degli eventi e della sua vita: Ferdinand inciampò su una pietra. Scosso dall’avvenimento e avendo rischiato di ritrovarsi col volto a terra, tornò sui suoi passi per vedere cosa l’aveva fatto barcollare in quel modo, e fu così che si trovò di fronte a una pietra dalle forme strabilianti (quella che poi divenne la pierre d’achoppement), un elemento della natura talmente bizzarro da scatenare in Ferdinand le fantasie più ambiziose. Fu grazie a quella pietra che il postino ebbe una visione: avrebbe costruito un castello, un castello dei sogni. 

“Que faire en marchant perpétuellement dans le même décor, à moins que l’oncastello del postino: dettaglio dei tre giganti ne songe. Pour distraire mes pensées, je construisais en rêve, un palais féerique…”

…Le Lendemain, je suis repassé au même endroit ; j’en ai encore retouvé de plus belles. Je me suis dit: puisque la nature veut faire la sculpture, je ferai la maçonnerie et l’architecture.”

E fu così che, da quel momento e per i trent’anni successivi, Ferdinand si dedicò alla costruzione del Palazzo Ideale. Ogni giorno, per quei trenta chilometri di tragitto raccoglieva pietre di ogni genere, che poi portava nella sua abitazione e assemblava per dare forma al suo sogno: “l’opera di un solo uomo“, “Il Palazzo immaginario“, come lo definì lui stesso e come troviamo scritto nelle mura del palazzo.

Il Castello del postino fu costruito da un solo uomo, senza alcuna formazione architettonica e ingegneristica, e con quasi la totalità di elementi naturali. L’opera fu terminata nel 1912 e fu l’unica espressione artistica di Ferdinand Cheval.

Fin dal principio, Ferdinand fu schernito dalla gente del villaggio, lo prendevano per matto “l’idiota che riempie il suo giardino di pietre“, ma la volontà del postino era molto più forte di qualunque critica e così, imperterrito, continuò la sua missione, contattando per lettera giornalisti e intellettuali affinché venissero a vedere quello che stava costruendo.

“Creando questa roccia ho voluto dimostrare ciò che può fare la volontà”.

castello de cheval:dettaglioIl Castello del Postino iniziò ad attirare l’attenzione di visitatori stranieri che incuriositi venivano a scoprirlo. Tra gli artisti, invece, furono quelli d’avanguardia a dimostrare maggiore interesse per l’opera di Ferdinand, come André Breton, Max Ernst, Léonora Carrington…, cui dedicarono foto e rappresentazioni di vario genere. Ma dopo la morte del postino e col passare del tempo, l’interesse per quest’opera eccentrica venne meno e il castello rischiò di essere dimenticato e distrutto.

Nel 1969 Malraux, allora ministro della cultura, lo salvò dall’anonimato promuovendolo a Monumento Storico; così facendo il Castello del Postino non solo ha pieno diritto alla salvaguardia delle sue mura ma beneficia di cura e restauro continui.  Malraux fu uno dei pochi a considerare l’opera dal punto di vista artistico, classificandola come l’unico esempio d’architettura naïf del mondo. 

Oggi il Castello del Postino è considerato come un esempio d’Art brut.

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Costruzione Castello del Postino

Per costruire il Castello del Postino, Ferdinand utilizzò solo materiale proveniente dalla natura, come tufo, selce, arenaria, porfiria, quarzo nero, calcare, scoria e anche conchiglie inviateli dal fratello che abitava a Marsiglia. Ferdinand era solito fare lunghe passeggiate in mezzo ai boschi per prendere ispirazione dalle forme naturali e poi riprodurle nelle sue costruzioni.

Le forme, le figure e la composizione del castello sono, però, nettamente influenzati da due elementi in particolare: le cartoline che Ferdinand consegnava alla gente del villaggio e su cui erano rappresentati templi, monumenti e opere da tutto il mondo, e il “Magazine Pittoresque”, una delle prime riviste illustrate. Un magazine divulgativo che trattava vari argomenti, dall’archeologia, alla scienza, all’arte, al viaggio. L’aspetto interessante della rivista erano le immagini, anche in questo caso di templi, costruzioni e monumenti da tutte le parti del mondo, dalle quali Ferdinand prese ispirazione per la concezione e la costruzione del Palazzo Ideale.

Il Castello del postino misura 12 metri di altezza e 26 di lunghezza. In principio fu concepito un sistema di canalizzazione dell’acqua per alimentare la fontana centrale, “la Source de la Vie”, da cui partì la costruzione, ma il procedimento fu interrotto a causa della fragilità dei materiali.

Come è abbastanza evidente dalla metratura degli spazi interni, il castello non fu ideato per viverci ma Ferdinand avrebbe voluto essere inumato all’interno, come nelle piramidi egizie; il comune, però, gli negò l’autorizzazione a causa di norme di salubrità pubblica, così Ferdinand costruì il suo sepolcro presso il cimitero del villaggio, con lo stesso stile adottato per il castello.

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L’ossessione per l’intuizione artistica

Cheval ha fatto dell’intuizione artistica, del momento d’illuminazione alla base del procedimento artistico, e più banalmente, del fattore intrinseco al funzionamento riflessivo di ogni  artista, un’ossessione. Si potrebbe dire che Cheval rimase talmente colpito dal déclic scatenatogli da quella famosa pietra, da dedicare tutta la sua vita alla realizzazione di quell’unica visione, o più ambiziosamente, dedicare l’intera vita a erigere un’opera in nome dell’ispirazione artistica.

Conclusione

Per conoscere meglio la biografia di Ferdinand Cheval, potete guardare il film che racconta la sua storia “L’incroyable histoire du Facteur Cheval”.

Il Castello del Postino è aperto tutti i giorni con orari variabili in funzione del mese. Apre sempre alle 9.30, l’orario di chiusura varia in base al tramonto, il più ristretto, quindi, lo troviamo a dicembre/gennaio: 16.30. 

La visita è davvero gradevole e piacerà moltissimo ai bambini, ai quali viene consegnata una lista di animali da cercare nelle intricate sculture dell’opera.

Insieme al Palazzo Ideale, è possibile visitare una piccola esposizione su Ferdinand Cheval nel museo adiacente.

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Buona visita

Anna

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