La leggenda della Sacra Caf

C’era una volta in un bosco incantato, al di là delle Alpi, un tesoro magico. Questo tesero veniva definito magico perché solo coloro con un reddito inferiore alla media potevano vederlo e solo a loro era destinato. E tra di loro, solo il più paziente l’avrebbe trovato.

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Alla ricerca del Sacro Welfare

Dicono che in un posto lontano, al di là delle Alpi, si trovi un luogo dove è nascosto il Sacro Welfare. In molti sono partiti speranzosi di trovarlo, sono finiti nell’insidioso bosco burocratico, hanno stampato e ristampato documenti, e solo i più temerari, coloro che non si sono arresi di fronte alla battaglia contro gli impiegati della Caf, sono riusciti a raggiungere le segrete del palazzo nelle quali è nascosta la Sacra Caf.

La Caf! Ebbene sì, da lei dipenderà la vostra vita futura. Abituatevi a pronunciare il suo nome, a sentirne parlare e cominciate sin da ora a inventare battute e giochi di parole su di essa: caf=centro accumulo fogli (questa non fa ridere), Caf vas Fac (fuck…se non si era capito…non fa ridere neanche questa). Che voi siate studenti, lavoratori, disoccupati, artisti, squattrinati, barboni…chiunque voi siate, se volete accedere allo scintillante welfare francese dovrete aprire un conto in copisteria, munirvi di buste, bolli e chiavetta, e passare attraverso una crisi di nervi. Tutto qui, niente di esageratamente complicato.

Ancora nessuno riesce a spiegarsi per quale motivo la burocrazia francese trasformi una semplice richiesta di documenti in un film di David Lynch. Nessuno sa se esiste un vero e proprio iter di comportamento, stampato su un dossier, diffuso per regolamento, studiato e poi applicato da ogni singolo impiegato della Caf, al fine di…al fine di…al fine di…al fine di creare una realtà surreale in questo mondo grigio e spento. Forse è una forma di intrattenimento per poveri, l’avanguardia della realtà virtuale, un complotto di tutti gli impiegati del mondo per evadere dalla noia,  l’insurrezione dei fogli a stampa preparata dal gruppo rivoluzionario dei colletti bianchi, una missione per invadere la privacy, una sperimentazione robotica. Qualsiasi sia la motivazione, non giustifica assolutamente quello che vi succederà:

Arriverete in Francia e scoprirete che la vostra sopravvivenza in quanto esseri umani è considerata degna di aiuto statale, questo vi farà sentire subito più motivati. È facile vi diranno, andate sul sito della Caf e avviate la vostra domanda. Così farete, leggerete attentamente i documenti richiesti- vi sembrerà di avere tutto, infine sono documenti basilari- e li invierete senza problemi depennando Caf dalla vostra agenda. Fatto! Domanda inviata.

Si tratterà solo di aspettare. Vi hanno avvisato che dovrete attendere l’arrivo della lettera con il vostro numéro d’allocataire, ma voi sarete trepidanti, vorrete subito sapere a quanto ammonta il vostro aiuto per organizzare al meglio la vostra vita.

Così, un bel giorno, arriverà la bella letterina col vostro numéro d’allocataire. Ben nascosta, la sfilerete da sotto dei fogli pubblicitari e tutti contenti saltellerete fin dentro casa con la vostra letterina tra le mani. Fischiettando la lancerete sulla scrivania. Saprete già cosa contiene, non vale la pena aprirla, in più avrete talmente tanta fame che andrete a farvi un buon piatto di pasta. Nel pomeriggio, dimentichi della lettera, schiaccerete un pisolino sul letto, rilassati dalla vita che sembra aggiustarsi da sola. Dopo una bella mezz’oretta di pisolo, vi sveglierete risollevati e alzandovi noterete quella busta bianca nel mezzo di tutte le altre cose incomprensibili gettate a caso sulla scrivania. -Ah, la Caf-, vi uscirà dalla bocca con un tono spavaldo. Finalmente vi accingerete ad aprirla. Via la busta! Con stupore vi accorgerete che la Caf non vi ha inviato la lettera per dirvi quanti soldi vi darà ma per chiedervi inspiegabilmente altri documenti. In un primo momento resterete avviliti, ma poi vi direte che siete stranieri, è normale che vi richiedano informazioni ulteriori, quindi provvederete subito a inviarle.

Questa volta ancora più soddisfatti di prima, aspetterete senza troppa pressione.

Un bel giorno, in cui vi sarete alzati presto per andare a un colloquio di lavoro, troverete un’altra letterina della Caf, la aprirete subito per levarvi il pensiero e, mentre camminerete scanzonati per il viale, leggerete che alcuni dei documenti inviati sono illeggibili e dovete rinviarli. Una piccola fitta vi colpirà la pancia ma, anche se perplessi e delusi, non ci penserete un attimo e assolverete alla cosa il prima possibile.

Questa volta sarete veramente sicuri sia finita, avete consegnato tutto quello che poteva servire: carta d’identità, certificato di domicilio, coordinate bancarie, atto di nascita, atto di nascita col nome dei genitori, atto di nascita col nome dei genitori leggibile, permesso di soggiorno (che non vi serve), ticket del Frejus, analisi del sangue, il tema di quarta elementare in cui avete preso ottimo, almeno dieci scontrini di crêpes, una vostra radiografia a caso, le foto dei vostri nonni, il biglietto per la festa della mamma con scritto: auguri mama, la vostra cronologia di google, il backup dei vostri profili social, l’assicurazione della macchina che non avete e la tessera associativa miglior bevitore del club immaginario che avete inventato con i vostri amici.

È giunto il momento di andare a bere e festeggiare per la Caf!

Il tempo passerà, di più rispetto all’ultima volta, ma un felice giorno di sole, in cui sarete di ritorno verso casa e guardando il cielo limpido vi sentirete ancor più sicuri della strada intrapresa, giunti nel vostro condominio, con fare abituale aprirete la vostra cassetta delle lettere, ed eccola lì, la letterina dalla Caf. Ancor più contenti di prima- lo sapevate voi che le cose iniziavano a girare- non aspetterete un attimo per aprirla. Con gioia strapperete la busta, tirerete fuori il foglio e… La caf vous demande: quattro dei documenti consegnati sono illeggibili, dei quali uno era già illeggibile prima e voi l’avete rinviato leggibile, ma durante il tragitto succede qualcosa di strano, causato forse dalle radiazioni della centrale aliena situata nei sotterranei della Caf, che lo rende illeggibile; manca la carta d’identità, il permesso di soggiorno (che non vi serve) e il certificato di domicilio.

Ed è là che giungerà il vostro momento difficile e inizierete a dare spazio all’isteria e alle sigarette.  In quel momento, vi renderete conto di dover affrontare la situazione di petto, prendere coraggio e parlare con un impiegato della Caf. Comporrete il numero, aspetterete di raggiungere l’omino del call-center al quale direte di aver inviato tutti i documenti: -Ve lo giuro, lo prometto, ho inviato tutto. Lo giuro su quella santa donna di mia madre!- L’omino dall’altra parte del telefono con un tono di completo disinteresse, privo di qualsivoglia possibilità di dialogo ragionato e con un leggero tratto nasale nella voce, risponderà automatico: -non sono stati prevenuti i seguenti documenti, per proseguire nel trattamento della vostra domanda dovete  consegnare…-

Proverete a ripeterlo che voi avete consegnato tutto, ma non cambierà niente, così risponderete “va bene, sarà fatto”.  Un po’ provati chiuderete la chiamata. Invierete subito i documenti richiesti, volete chiudere questa storia il prima possibile, e tornerete di fretta alla vostra vita, cercando di recuperare quella felicità sperata, quel sentimento di rinascita che si fa quasi sostanza.

Qualche giorno dopo, titubanti, guarderete la vostra cassetta delle lettere, la aprirete con lentezza e, dentro, ci troverete una letterina della Caf ad aspettarvi. Oramai disillusi, giocherete di psicologica inversa, penserete al peggio per sentirvi meglio in caso la situazione non sia così disastrosa. La letterina vi dirà: per proseguire col trattamento della vostra domanda abbiamo bisogno del vostro diploma universitario. Perché vi chiederete, perché vi stanno chiedendo un documento mai richiesto, su cosa si basa l’analisi della vostra domanda? Quali sono questi criteri? Chi siete voi? Chi sono loro? Essere o non essere? Perché quell’uomo nell’estate del 2010 vi ha salutato? Chi era? Salirete le scale di casa con la letterina penzolante tra le dita. Gradino dopo gradino affonderete nel dilemma della vita. È forse a questo che serve la Caf? È forse una nuova scuola della filosofia francese? Il più grande esperimento sociale del secolo? La più grande filosofia di vita della storia? Colei che dubita di voi, dei documenti inviati, colei che dubita della vostra esistenza, delle vostre certificazioni, colei che così facendo crea il dubbio in voi stessi sulla vostra stessa identità (perché il permesso di soggiorno?, non sono forse europeo? L’italia è uscita dall’Europa e siamo in guerra? Quando è successo?, forse ho perso la memoria e siamo in un’epoca post-apocalittica…),sulla vostra stessa esistenza: ma infine, chi sono io? Sono queste carte a definirmi?, cosa sono io?, cosa posso essere? Che senso ha vivere…

Passerete il vostro pomeriggio sul letto a fissare il soffitto, chiamerete vostra madre e le direte che il mondo è bello ma terribile, ci sono delle cose terribili là fuori e non siete certi che lei sia vostra madre. Poi, però, il vostro coinquilino francese farà la cacca nel gabinetto accanto alla vostra stanza e tutto inizierà a riacquistare le sembianze della normalità. Così, stanchi e alienati invierete il documento richiesto.

Non c’è una fine.

CONCLUSIONE –altra conclusione

Non essendo abituati a questo genere di cose, inizialmente potrete soffrire di un leggero senso di colpa nell’accettare i soldi da parte dello stato, e se questo succede, non preoccupatevi, usate quell’ansietta del “niente mi è dovuto” per essere più produttivi o semplicemente ricordandovi che fino a poco prima lottavate per questo, è quello in cui credete, su, niente isteria.

A meno che non vogliate vivere una vita a scrocco, qualcuno ha attuato un mega piano fatto di extra, cdd, chomage, rsa, apl, prime d’activité, figli (meglio tre che uno), concubinaggio omosessuale falso, file intere davanti a tutti gli uffici, cmu, concepimenti non voluti, malattie e altro, pur di riuscirci; bene, se avete bisogno di consigli su questo frangente lo potete trovare campeggiato fuori dalla Caf.

Spero per voi che facciate parte di quella parte elitaria di persone che non ha mai riscontrato questo genere di problemi, vi voglio meno bene ma è proprio in queste differenze che si situa la durezza della vita.

Condividete per pena!

Anna

                                  

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