Come si dice mi hai rotto…in francese?

Avete imparato a dire come vi chiamate e a domandare come stai, siete in grado di ripetere a memoria tutte le declinazioni verbali, conoscete il passato remoto del verbo craindre ma poi quando vi trovate a parlare con qualcuno non capite cosa vi sta dicendo: mec, les gars, mon pote, une clope. O, peggio ancora, non sapete come dire al vostro collega che vi ha letteralmente rotto i °°

  • come si dice mi hai rotto...in francese?

Avete imparato a dire come vi chiamate e a chiedere come stai, siete in grado di ripetere a memoria tutte le declinazioni verbali, conoscete il passato remoto del verbo craindre ma poi quando vi trovate a parlare con qualcuno non capite cosa vi sta dicendo: mec, les gars, mon pote, une clope. O, peggio ancora, non sapete come dire al vostro collega che vi ha letteralmente rotto i °°.

Bene, se vi trovate in questa situazione, per venirvi in aiuto ho stilato una lista di termini, verbi e espressioni indispensabili per la comunicazione quotidiana, così da rendere i vostri dialoghi più scorrevoli e conviviali.

Lo sappiamo, quando si studia una lingua straniera non viene data troppa importanza al linguaggio informale, anche se è proprio quest’ultimo ad aprire le porte della vita sociale nel nuovo paese.

Quattro specificazioni indispensabili sul linguaggio parlato

La negazione: Nel linguaggio verbale la forma della negazione si limita al PAS, il NE non viene quasi mai pronunciato. Dunque,  Je ne sais pas diventa Je sais pas. Una volta presa l’abitudine, però, fate attenzione a non dimenticare il NE quando scrivete. Nello scritto dovete usarlo inderogabilmente, altrimenti è considerato errore grave.

SCIUI E SCE PAS:  Sappiamo che i francesi amano tagliare, mangiucchiare e impastare tutto quello che esce dalla loro bocca, e ci sta bene, ma con alcune parole sembra veramente siano al biascico di fine serata. Con Je suis e Je sais pas, per esempio, creano un unico suono che fa più o meno: Sciui et Sce pas

Du coup: Du coup è un’espressione informale non impiegabile nello scritto. Serve per definire un cambiamento di situazione, una conseguenza o per avanzare nel discorso. È veramente abusato! Cercate di non prenderne il vizio perché non è bello utilizzarlo spesso.

Tu vois: tu vois è come il you know inglese. Lo usano e lo abusano allo stesso modo.

Linguaggio informale, espressioni e idiomi di uso comune o semplicemente cose che vi servirà conoscere

-Non userò quasi mai il NE della negazione, perché voglio comunicarvi l’uso parlato di queste formule-

Allez-y/Vas-y:  lo sentirete spesso, viene usato in differenti contesti per dire all’interlocutore di avanzare o di fare una certa cosa. Vi spiego meglio con qualche esempio: se una persona è titubante nel fare una determinata cosa, la si può incoraggiare con un: mais vas-y! O se in una conversazione la persona con cui state parlando vi dice che è in ritardo e deve andarsene, potete rispondere: d’accord, allez-y. O se dovete far passare qualcuno o cedere il posto a qualcuno potete dire allez-y.

On y va: andiamo.

C’est pas grave: non importa (non è: ce n’importe pas), non fa niente. 

Ça marche: funziona/ va bene/ ok.

N’importe qui o N’importe quoi: chiunque/ qualunque cosa.

C’est n’importe quoi: n’importe quoi è anche un’espressione a sé stante, utilizzata per definire delle situazioni fuori dal comune. Qualcosa come: succede qualsiasi cosa, è assurdo, è una cosa da matti…Viene usata come critica nei confronti della cosa detta o fatta. Per esempio, state lavorando e arriva l’ennesimo cliente dalle richieste improbabili, di sicuro la vostra collega vi guarderà e vi dirà: c’est n’importe quoi.

C’est chiant: fa schifo/è noioso/ è sgradevole. Utilizzato anche per definire un impiccio o una situazione che non è andata a buon fine. 

C’est bizarre: questo lo sentirete spessissimo. Di facile traduzione: è strano/è bizzarro. I francesi lo usano per definire persone, cose o situazioni strane/bizzarre.

C’est dingue: un po’ come bizarre ma con una connotazione più forte. È una follia/ è un delirio/è pazzesco.

C’est dégueulasse: è schifoso/disgustoso.

C’est jolie: si usa per definire qualcosa di bello, di grazioso, di carino, qualcosa che vi piace. Usato solitamente nei confronti delle ragazze.

C’est nul: questa espressione è usata moltissimo. Più o meno, significa fa schifo. Serve per definire qualcosa di brutto, di fatto male, qualcuno che non è bravo in qualcosa. Per esempio, commentando un giocatore di calcio si può dire che è Nul a giocare, ovvero non è capace.

C’es dommage: è un peccato.

C’est super: fantastico/ figo/ è una figata.

C’est énorme: come espressione viene usata per dire che qualcosa è grandioso/è il massimo. Per esempio può essere utilizzata per descrivere un avvenimento eclatante o una battuta veramente esilarante.

C’est cool: è figo, va bene.

C’est flippant: è pauroso/spaventoso/inquietante.

C’est sympa: è divertente/bello/carino/gentile. 

T’as gueule/ ferme la: stai zitto, chiudi la bocca. Sullo stile di shut up!

Se plaindre: lamentarsi

Et comment!:è il nostro Magari!

J’ai remarqué: ho notato/ ho visto/ mi sono accorto.

Ne s’inquiéter pas: non preoccuparsi.

Pas des soucis/pas des problèmes: non ci sono problemi.

Je m’en fou: me ne frego/ non mi interessa.

C’est mes oignons: sono affari miei.

Ça me dérange: mi dà fastidio/ mi disturba.

Faire des bêtises:  fare cose stupide. Si usa spesso nei confronti dei bambini quando fanno malanni.

Laisse tomber /laisse faire: lascia stare/ lascia fare/ lascia correre.

Je suis pressé: avere fretta/ non vedere l’ora.

J’ai hâte: non vedo l’ora.

J’en ai marre: sono stufo.

Se débrouiller: arrangiarsi/ sbrigarsela da soli.

Dépêche-toi: muoviti/ sbrigati.

Casse-toi: vattene/vai a farti un giro.

Ne bouger pas: non muoverti.

Je me barre: me ne vado.

Se moquer de quelqu’un: prendere in giro.

Commérer: spettegolare

Au fait: anche questo è molto usato nel linguaggio parlato, significa a proposito.

Bref: in breve.

Truc: cosa/roba/qualcosa. C’est quoi ce truc?  Si usa anche quando si ha dimenticato la parola esatta di qualcosa.

Machin: idem.

C’est mon truc: è qualcosa che mi piace, che mi appartiene veramente. Le cinéma, c’est vraiment mon truc.

Exprès: apposta. Il le fait exprès=lo fa apposta

Ah bon?: indica stupore, come dire ah si?

Arrêt: smettila/ basta/ finiscila.

Bourré: ubriaco. Je suis bourré=sono ubriaco.

Boîte de nuit: discoteca

Arnaque/arnaquer: truffa/truffare

C’est un bordel: lo sentirete usare spessissimo. Viene utilizzato per dire è un gran casino, ma anche come esclamazione: bordel de merde=porca puttana.

Câlins: carezze/coccole.

Normalement: molto usato per dire di solito.

Bravo: sia maschile sia femminile. Si usa solo come esclamazione, non potete dire Il est bravo, in questo caso si dice Il est bon.

D’accord: mai dire ok ma dire sempre d’accord.

Naïf/naïve: ingenuo/credulone.

Plaisanter: scherzare.

Blague: scherzo/battuta/ barzelletta.

Je rigole/rigoler: sto scherzando/scherzare. Ma anche c’est rigolo: è divertente/ fa ridere.

C’est drôle: è divertente/ fa ridere.

Oh là là: espressione utilizzata per esprimere sorpresa o delusione. Viene impiegata anche quando capita qualcosa di imprevisto o in seguito a una distrazione, come quando ci cade qualcosa dalla mano.

Kiffer: amare/piacere/divertire. Si usa per definire qualcosa di eccitante, entusiasmante, che piace da matti.

Draguer: rimorchiare/ provarci.

Bosser: lavorare.

Bouffer: mangiare.

Grignoter: sgranocchiare

Bon courage: si usa per incoraggiare qualcuno. Utilizzata anche nei saluti, specialmente negli ambienti lavorativi.

Gonzesse: tipa/tizia/ragazza. Usata anche in modo negativo per definire una ragazza che si comporta in modo infantile.

Mec: un tipo/un tizio/ un ragazzo.

Pote: pote è come dire compagno ma in senso amichevole, mon pote du lycée. Suona come fratello.

Clope: cicca/ sigaretta

Gamin/Gamine: un ragazzino/ una ragazzina.

Les gars: ragazzi!

Gosse: bambino

Espressioni idiomatiche

Donner un coup de main: dare una mano

Ça fait un bail : è passato molto tempo. 

Voir la vie du bon côté: questa è semplice. Guardare la vita dal verso giusto.

Arrête ton cinéma: smettila di fare scena.

Péter un câble: dare di matto/ perdere le staffe/ fare una cagata.

Faut arrêter les conneries : basta dire stronzate.

Il fait sembler de.. : fa finta di…

Entre les deux: una via di mezzo.

Avoir la flemme: non avere voglia di fare niente.

Faire gaffe: fare attenzione.

Ça ne vaut pas le coup: non ne vale la pena. 

Ça me fait flipper: questo mi deprime.

C’est pas terrible: sembrerebbe un po’ positivo, invece ha una connotazione negativa, significa che non è molto buono, non va molto bene.

Péter les plombs: arrabbiarsi, perdere totalmente la pazienza.

Finti amici

Baiser : NON è BACIARE ! significa scopare. Non fate il mio stesso errore di quando, appena arrivata in Francia, dicevo: Oui, c’est vrai, vous baisez (ovviamente frase non corretta, fosse quello il problema), je ne suis pas habituée. En Italie, on ne fait pas ça, on se serre la mains. Già. Oppure, ancora peggio, quando qualcuno ci provava, per allontanarlo dicevo : no, je ne baise pas, je suis Italienne. Ridete pure.

Embrasser: baciare. Eccolo! 

Finalement: alla fine.

À la fin: finalmente.

Fermer: chiudere

Parolacce/Gros-mots

Cochon: maiale

Merde: merda, si usa come da noi.

Vas te faire enculer:  vaffanculo. In francese è più volgare, non abusatene come si fa in Italia.

Enculé: questa espressione è molto forte, fate attenzione.

Conneries: stronzate.

Connard: stronzo.

Putain: usata come noi usiamo cazzo o cavolo.

Con/Connasse: stupido/ coglione/ imbecille/ idiota.

Ne me casse pas les couilles: non mi rompere i coglioni.

Bâtard: bastardo.

Faire chier:  far incazzare, prendere per il culo, rompere le palle.

Pute: puttana

Débile: deficiente/ idiota/ stupido.

Occupe-toi donc des tes fesses: fatti i cazzi tuoi.

Foutre la merde: creare problemi, creare casini.

Foutre de la gueule: prendere per il culo.

Chiarificazioni

Copain/Copine: voul dire tutto e niente, può essere una vostra amica/o, la vostra morosa/o,  la vostra compagna/o di sport, di lavoro, di scuola.

Petit –ami/Petite-amie : moroso/a, compagno/a, il mio ragazzo/la mia ragazza.

J’aime : j’aime bien/beaucoup: mi piace, mi sta simpatico ecc. Per dire ti amo, limitarsi solo a un Je t’aime.

BOH è COME IL BIDET, NON ESISTE!

Spero che questa lista possa esservi utile, se la reputate tale e ben fatta allora perché non condividerla!?

Au revoir les gars

Anna

2 commenti
  1. esther
    esther dice:

    Ciao Anna ho letto quasi tutti gli articoli. Mi piace molto la cultura francese. Ho studiato la lingua e ho vissuto a Parigi per qualche mese. Lione è una bella città mi ha conquistato e devo dire che la Francia come l’Italia ha bellezza culturale, paesaggistica e si mangia bene . Hai dimenticato Voilà 😉 ti seguirò

    Rispondi
    • anna
      anna dice:

      Verissimo, la Francia ha una varietà regionale incredibile. Lo diciamo sempre dell’Italia, ma anche la Francia non scherza mica. Grazie per il suggerimento 🙂

      Rispondi

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