Une journée avec…Mathieu

à Lyon

Mathieu è un mio carissimo amico, l’ho conosciuto quando entrambi lavoravamo all’Hot Club Jazz di Lione. Ci siamo adorati dal primo istante dando vita a una codipendenza fatta di cafés allongés, sigarette condivise, dibattiti in cui eravamo sempre d’accordo, programmi non realizzati, scherzi stupidi e ripetitivi, resti di pizza dei musicisti, alcol scroccato e sogni notturni in cui ci incontravamo.

  • Une journée avec Mathiue à Lyon

Mathieu è un mio carissimo amico, l’ho conosciuto quando entrambi lavoravamo all’Hot Club Jazz di Lione. Ci siamo adorati dal primo istante dando vita a una codipendenza fatta di cafés allongés, sigarette condivise, dibattiti in cui eravamo sempre d’accordo, programmi non realizzati, scherzi stupidi e ripetitivi, resti di pizza dei musicisti, alcol scroccato e sogni notturni in cui ci incontravamo. Ora, nessuno dei due lavora più all’Hot né Mathieu vive ancora a Lione, ma la giornata che vi descriverò era più o meno la sua giornata tipo in città.

Mathieu è di madre francese e padre indiano. I suoi nonni sono originari della Bretagne, Mathieu ci tiene a specificare questo suo ramo genealogico. Adora la Bretagne, non fa altro che parlare di quanto è bella la Bretagna, quanto siano simpatici i bretoni, come siano magnifici i paesaggi, quanto sia unico lo stile di vita, il cielo, il mare e gli odori della Bretagna. In ogni discorso è capace di tirarla fuori come fosse la Terra santa, la sua Gerusalemme personale, insomma. Lui, però, è cresciuto nella banlieue parigina, per poi trasferirsi con la famiglia a Montpellier, per poi trasferirsi appunto in Bretagna, per poi trasferirsi da qualche altra parte che non ricordo (sappiate che i francesi cambiano città come cambiano le mutande) e infine a Lione. La scelta di quest’ultima città è stata fatta sulla base dell’offerta lavorativa. Mathieu non ha mai negato una certa ritrosia per Lione, considerata borghese e leggermente artefatta. Nonostante questo, però, è riuscito a trovare dei canali alternativi per vivere una Lione differente e interessante come desiderava.

Se anche voi siete stufi dei soliti locali dall’arredamento scandinavo e dal colore filtro Instagram, o se semplicemente avete voglia di scelte alternative, in questo articolo potete trovare qualche suggerimento.

Cafés

Mathieu si alza quasi sempre verso l’ora di pranzo, si stropiccia gli occhi e si prepara una grande tazza di infuso alle erbe (erbe sfuse ovviamente) per depurare il corpo e prendere le giuste energie. Dopo qualche ora, prepara il pranzo a base di verdure bio con la sua super coloc di sette persone e relativi amici, amici di amici, figli di amici, parenti ecc. Le verdure vengono dalla più parte dai panieri bio, dalla Biocoop e molto spesso dal recupero effettuato nei mercati/supermercati (Biocoop compresa). Per informazioni su come e dove acquistare i panieri bio, vi rinvio a questo articolo.

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Nel pomeriggio ama gironzolare per la città, sempre a piedi o con il servizio Vélo’v . I suoi posti preferiti per un buon café allongé sono l’Angle d’Or alla Guillotière, un bar di cambogiani e cinesi super caratteristico, dove il caffè è pas terrible ma gli incontri molto interessanti. Se non amate i posti strambi, magari non fa proprio per voi.

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Poi vi è Le Moulin Joli in Place des Terreaux, un café alla francese con i caratteristici divanetti imbottiti, dove la gente si ritrova per leggere, scrivere e studiare (in questo momento è in ristrutturazione, spero non ne cambino l’atmosfera). Vi è poi il Nuage Café sulle Pentes de la Croix Rousse dove, a suo dire, fanno un caffè davvero buono anche se l’ambiente è un po’ hipster. In alternativa, c’è sempre una qualunque Peniche sur les quais, e per finire un aperitivo alla birreria Hopstore con la sua ottima selezione di birre artigianali.

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Cultura

Quando ha tempo, si rilassa nel ben fornito reparto di musica della biblioteca della Part Dieu, da cui riparte con pacchi di cd che poi restituisce sempre in ritardo. Ama scoprire e interessarsi alla musica tradizionale e popolare del mondo. Mathieu suona la chitarra ma in questo momento della sua vita si è dato al Duduk. Il Duduk è un antico strumento armeno il cui suono, si dice, risvegli i nostri ricordi ancestrali facendo piangere gli animi. Se volete altre informazioni o volete assistere a un concerto di musica armena, vi linko il sito del suo maestro: http://www.norachough.com/.Nella biblioteca della Part Dieu, oltre ad incontri e conferenze, organizzano spesso anche concerti gratuiti, ai quali Mathieu non manca. Se anche voi amate questo genere di musica, tenete d’occhio il festival Péristyle che si tiene ogni anno in primavera all’Opéra di Lione. I concerti sono gratuiti e si tengono sulla terrazza dell’Opéra. Anche durante  il Jazz day vengono proposti concerti di musica popolare, per esempio l’anno scorso abbiamo assistito a un bellissimo concerto di canti popolari bulgari. 

Se invece i libri li vuole acquistare, si rivolge alle librerie d’usato. Di solito rovista nella libreria  Le Livre En Pente, sulle Pentes, oppure, come qualsiasi individuo assettato di lettura, adoraUne journée avec Mathieu à Lyon

Le Bal des Ardents, non solo per la caratteristica entrata composta da un arco di libri, ma soprattutto  perché è una libreria con una selezione davvero unica che va dalla letteratura francese, alla poesia, all’arte, al cinema, alla musica, all’erotismo, con dei saggi sorprendenti e delle opere di nicchia.

Ristoranti a Lione

Se si tratta di mangiare fuori, la sua scelta ricade sui Maki africani nella zona della Guillotière, i quali propongono piatti copiosi, saporiti e economici. Oppure il Tanit, il tunisino vicino alla fermata della metro Guillotière, dove fanno un cous-cous buonissimo e abbondante. Di sera lo riconoscete per le luci accecanti da centro commerciale. Il suo preferito, però, rimane il Namaste (Rue Paul Bert), un ottimo ristorante indiano dove può gustare la cucina del paese che ama e che per metà è anche il suo. Per quanto riguarda la cucina Lionese, invece, consiglia la Gargagnole, un tipico ristorante francese sul plateau de la Croix Rousse, in cui trova piatti tradizionali in un ambiente famigliare e a un prezzo contenuto. In caso di un panino veloce, sceglie il Yaafa, un fast food sano, dove vendono falafel accompagnati da verdure fresche.

Locali di Lione

Verso le 18 si avvia all’Hot Club Jazz di Lione, dove lavora. L’HotClub è il più vecchio jazz club d’Europa ancora in attività. I maliziosi non si facciano confondere dal nome né dal fattoUne journée avec Mathieu à Lyon che è situato davanti a un sexy-shop, di Hot ci sta solo il caldo della sala. La denominazione Hot, infatti, identifica le associazioni che hanno come scopo la valorizzazione e la diffusione del Jazz.

Il Club è stato creato nel 1948 da un gruppo di studenti universitari amanti del jazz. Tutt’oggi è gestito come un’associazione, a parte me e Mathieu, le persone che se ne occupano sono tutti volontari. L’ambiente è molto famigliare, contornato da musicisti e clienti abituali. Se capitate verso la fine del concerto o vi trattenete un po’ di più, potreste avere la fortuna di finire in una jam session e fare festa con i musicisti e lo staff del club. Almeno una sera alla settimana potreste incontrare Gerard, l’ex presidente, che all’HotClub ci mette i piedi da 40 anni. All’Hot sono passati veramente tanti musicisti illustri: Louis Amstrong, Dave Liebman, Jon Faddis, Chet Baker… Vi linko l’articolo dove potete trovare la storia di quando Chet Baker per ben due volte non si presentò al concerto, per poi arrivare strafatto alle due del mattino e mettersi a suonare sui banchi della sala. https://exitmag.fr/2018/06/05/nuit-du-hot-club-de-lyon-erik-truffaz-4tet-featuring-nya

Une journée avec Mathieu à Lyon Hotclub Jazz Une journée avec Mathiue à Lyon hot club jazz

All’HotClub, Mathieu ha sempre in mano le Petit Bulletin per informarsi sugli eventi culturali della settimana. Purtroppo, lavorando di sera, si perde la maggior parte degli spettacoli, ma non si è certo privato del dopo serata. Durante la stagione calda, i locali che preferisce sono in assoluto le Peniches, in particolare La Passagère, dove può gustare ogni tipo di Rhum (se anche voi amate il Rhum, nel 3e potete trovare un negozio specializzato: La Maison Du Rhum). Un’altra Peniche di riferimento è il Sirius, che frequenta più che altro la prima domenica del mese, quando in programmazione ci sono concerti di musica du monde. Tra i locali notturni più gettonati ci sono gli squat: Grrrnd Zero e Rafiot. Sempre per una programmazione alternativa potete fare riferimento alla rivista online Ville Morte.

Poi abbiamo anche e soprattutto il locale notturno l’Intello, una bettola lurida e promiscua sulle Pentes. Per trovarla lasciatevi guidare dal vostro istinto. Non è provvista della consueta insegna fuori dal locale, ma solo da un portone nero al quale dovrete bussare e attendere che il proprietario venga ad aprirvi. Lo stesso è sempre ubriaco e fingerà di volervi far pagare-non accetta bancomat- per poi offrirvi birra gratis tutta la sera (cosa provata e comprovata, ma forse ci è andata bene perché gli facevamo pena). I personaggi all’interno sapranno stupirvi in senso positivo e negativo, talvolta saranno anche troppo insistenti negli approcci, armatevi di un po’ di spirito da Queens per rispondergli a dovere agitando l’indice. Sulla pista vi è una zona dedicata ai concerti o alle jam session improvvisate anche da gente a caso, tipo me. Se voi non ve ne andate lui non chiude, non sarà raro non accorgersi del tempo che passa e ritrovarsi ancora a ballare musica discutibile alle otto del mattino.

Se la serata non è al top da boite de nuit e come al solito non si ha mangiato, a Mathieu piace cenare alla Gratinée, un ristorante associativo (2euro per la tessera) che apre alle 23 e serve fino alle 4 del mattino. È un vero e proprio ristorante, se non avete voglia dei soliti kebab della zona di Terreaux, qui potrete sedervi al tavolo, essere serviti e ordinare gnocchi al Saint Marcellin.  Molto spesso è pieno e bisogna fare un po’ di coda, ma scorre abbastanza velocemente. Altrimenti, un altro ristorante che tiene aperto fino alle quattro del mattino è Pizza Pino a Bellecour.

Assiduo manifestante, appena può partecipa alle proteste organizzate a Lione. Un sito di riferimento in questo senso è Rebellyon. Oppure si sposta fino ad arrivare alla Zad a Notre Dames des Landes. Per chi non la conoscesse si tratta del progetto d’opposizione alla realizzazione di un aeroporto, con lo scopo di salvaguardare l’ambiente circostante e i terreni dei locali. Un movimento paragonabile a quello dei NoTav. La Zad è ormai una vera e propria comunità autogestita che continua ad esistere nonostante il governo abbia abbandonato il progetto dell’aeroporto. Per la difesa della zona occupata, sti matti dei francesi hanno addirittura costruito delle torrette di sorveglianza, appositamente progettate da alcuni studenti di architettura. Sti birbanti dei francesi che sanno fare la rivoluzione.

Conclusione

Questa è più o meno la Lione di Mathieu, o meglio era, visto che adesso l’ha lasciata per partire in India. Se volete seguirlo durante il suo viaggio, questo è il suo blog.

Spero l’articolo possa esservi utile per passare un’ottima giornata a Lione.

Se volete delle idee su una Lione più classica e su qualche ottima pasticceria, leggete questo articolo.

Buona giornata o serata o quel che è

Anna

2 commenti
  1. Hartine
    Hartine dice:

    Articolo fresco e con diverse info su posti locali da gustare che ho trovato interessanti. A parte il locale dei cambogiani e cinesi, perché se sto in Francia per poco tempo voglio conoscere le cose francesi. I cambogiani li conoscerò in Cambogia e i cinesi sicuramente mai perché Cina è così super grande che sicuramente è impossibile conoscerla tutta

    Rispondi
    • anna
      anna dice:

      A me invece piace molto scoprire i quartieri multiculturali delle città. Senza considerare che la Francia è anche questo, una nazione ricca di culture diverse. Tra l’altro il quartiere della Guillotière ha una storia molto interessante riguardo ai migranti. Pensa che negli anni ’80, si sviluppò un movimento musicale magrebino che dette vita a case discografiche improvvisate per la produzione della loro musica, incentrata per lo più a raccontare la nostalgia e i problemi della migrazione. Sto scrivendo un articolo al riguardo, se vorrai potrai leggerlo sul blog.

      Rispondi

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